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Lettera a Vincenzo De Luca
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Salerno. 18.02.2006
Erg.
Onorevole De Luca,
chi Le scrive è un salernitano qualunque, una pulce
qualunque (come Lei definisce chi osa criticarla), uno che
ha perso il conto di quante volte ha scelto Lei come suo rappresentante
e lo ha votato e premiato nelle competizioni elettorali per
il Comune prima e per il Parlamento poi.
Le
sue sono capacità politiche ed amministrative indubbie
e popolanamente riconosciute. Tutto bene, tutto limpido, tutto
il sangue e il sudore per Salerno e a Salerno.
Tutto bene fino alla nota vicenda che porta il suo nome a
Ballarò dove D’Alema non ha potuto elencare il
Suo nome tra quelli che hanno dettato una lezione di stile
dimettendosi o rinunciando all’immunità parlamentare.
Pensi, anche Consorte (UNIPOL) si è dimesso.
Mi
spiace, ma il suo comportamento, il suo affannarsi per diradare
il “fumus” ha minato dal profondo la sua credibilità
anche perché con la distruzione delle bobine contenenti
le intercettazioni, noi, cittadini qualunque, non avremo mai
la prova inconfutabile del suo immacolato operato.
Questa è la credibilità che Le tolgo con questa
mia lettera pubblica, soprattutto dopo averLa ascoltato in
televisione dipingere i leader del centro sinistra definendoli
venditori di enciclopedia denigrando la massima espressione
dello schieramento di cui fa parte.
Come
può Lei essere ancora credibile, come politico democratico
quando contesta ad un cittadino, uno qualunque, dotto o no,
condivisibile o no, la possibilità di rappresentare
una minoranza che per quanto piccola è tutelata dalla
nostra Costituzione.
Come
può Lei essere ancora credibile quando con una battuta
sulla “mercedes” cerca di discreditare un uomo
che solo sfiorato dal dubbio si è dimesso in 10 minuti
da Ministro, non da semplice parlamentare.
Si, Antonio Di Pietro. Altro che lezione di stile e di moralità.
Il Senatore Di Pietro non ha bisogno di essere difeso, specie
da uno qualunque, come me. Stia certo, Di Pietro non si rilasserà
affatto, come Lei ha invitato a fare con toni sarcastici e
infelicemente gratuiti.
Purtroppo
per Lei, l’Italia dei Valori è un fenomeno che
travolgerà gli insani “usi e costumi” del
sistema politico attuale che sta creando focolai di insoddisfazione
e indignazione sociale sempre più estesi e diffusi.
Senza legalità, senza trasparenza, senza rinnovamento
(e mi perdoni, De Mita rappresenta proprio l’antitesi
del cambiamento, per non dire altro …) senza concorrenza
fortemente regolametata (la “tassa occulta” di
Mario Monti riportata i in editoriale del CorrieredellaSera,
Le dice niente ?) non c’è né il consenso
né la fiducia della gente comune.
La
fine della Sua credibilità, quella di De Mita, quella
di chi si ripropone nonostante condanne, rinvii giudiziari
e fumus più o meno densi, faranno perdere tanti voti
sia a destra che a sinistra, sia sopra che sotto ogni lobby
pseudo comunista-socialista-liberale-conservatrice o come
cavolo le definite VOI professionisti della politica “seria”,
auto conservativa e sempre verde.
Eni
e Governo. Credibilità del sistema bancario italiano.
Monopoli italiani. Gli uomini prima dei programmi. I debiti
del Governo. La legge pro-tangenti.
Questi sono solo una parte dei temi discussi sul blog del
dipendente Antonio Di Pietro amico dell’altrettanto
dipendente e devastante Beppe Grillo.
Forse questa è la politica che vi sfugge e che sfugge
ai sondaggi e agli studiosi del comportamento sociale (almeno
per il momento). Non sfugge a migliaia e migliaia di naviganti
virtuali che nella realtà dura e cruda sono cittadini,
lavoratori, precari, disoccupati, studenti, intellettuali,
insomma, gente comune che discute liberamente e democraticamente.
Quello
che si distingue con chiarezza è che siamo tutti stufi
delle dittature mediatiche, delle dittature finanziarie, delle
dittature mafiose, delle dittature strutturali di partito,
di sindacato e delle ipocrisie ormai non più credibili
ne votabili. Questa è la novità: uno qualunque,
una pulce qualunque, caro Onorevole, può togliere credibilità
alla sua immagine a quello che pretende ancora di rappresentare.
Anche questa è politica. Pur germogliata da una giovane
tessera IDV di Salerno, Le assicuro, che dietro c’è
onestà, orgoglio e dignità da vendere: valori
diffusi a Salerno e in tutt’Italia. Un salernitano qualunque.
Pietro Di Gennaro
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